Paolo Natali
Paolo Natali

 

Cons 16 -1 - 2006 PIANO STRUTTURALE COMUNALE

Grazie  Presidente. Vorrei articolare il mio intervento in cinque punti: il
primo consiste nel richiamo sintetico, ma credo doveroso, di alcuni aspetti
qualificanti  di questo Piano del quale stiamo percorrendo l'iter. Anticipo
che  il  secondo  punto  sarà  dedicato  a riprendere alcune delle cose che
diceva  il  consigliere Monaco, cercando di darne un'interpretazione un po'
diversa   dalla  su.  Vorrei  poi  dedicare  un  passaggio  al  tema  della
pianificazione strategica, un quarto punto sarà quello della partecipazione
e un quinto punto dedicato a come proseguire i nostri lavori. Gli aspetti a
mio  giudizio  più qualificanti di questo documento che ho esaminato con la
massima  attenzione possibile: innanzitutto la dimensione metropolitana, il
fatto  cioè  che questo Piano Strutturale per quanto sappiamo, per quanto è
scritto, per quanto ci ha confermato l'assessore Merola nella sua relazione
di  questa  sera,  sta  nascendo  in un clima di accordo sostanziale con la
Provincia  e  con i Comuni contermini, per quanto riguarda una congruenza e
una  condivisione  non  solo degli obiettivi, ma anche delle linee che sono
indicate  nel  Documento  Preliminare  con un sufficiente grado di analisi,
come dirò. Questo è un elemento qualificante che differenzia il Piano dalla
versione dell'amministrazione precedente; mi pare che Monaco in Commissione
dicesse:   "qui   è   facile,   cioè   è   cambiato   il   colore  politico
dell'amministrazione,   prima   la   Provincia   in   qualche  modo  faceva
ostruzionismo  o  quasi, adesso tutti d'accordo". Non è così, credo che non
si   debba   dare  a  questo  accordo  un'interpretazione  pregiudiziale  e
prevenuta.  Ci  sono  dei  fatti  precisi  che  io  richiamerei, da un lato
nell'assetto  infrastrutturale  di  questo  piano,  che è diverso da quello
precedente, negli accordi sui poli funzionali, ma anche nel dimensionamento
del  piano,  che  io credo, (mi differenzio da quello che diceva il collega
Salizzoni,  poi  cercherò  di argomentarlo più avanti) non è indifferente e
non  è  un  elemento  secondario.  Io  credo  che  questo  accordo  a scala
metropolitana,   che  speriamo  trovi  una  conferma  a  conclusione  della
Conferenza  di pianificazione nell'accordo formale con la Provincia, sia un
elemento qualificante che in qualche modo rappresenta anche un buon viatico
rispetto  al  cammino  istituzionale  della città metropolitana, un cammino
come  sappiamo  ancora lungo, faticoso, che vede un quadro normativo ancora
incerto,  ma  questo  è  certamente  un  elemento  positivo.  Il  ruolo dei
Quartieri,  credo  anch'io  che  sia  stato fondamentale: i Quartieri hanno
ascoltato,  hanno  letto,  hanno  discusso,  hanno proposto, perché si sono
trovati  davanti  delle  occasioni  di  discussione  e un piano che offriva
possibilità  di  interlocuzione.  Vorrei ricordare da questo punto di vista
tutto  il  piano dei servizi, l'articolazione che il piano ha nelle 30 aree
di  vicinato  con  le  criticità e le opportunità di queste aree e quindi è
chiaro  che  i Quartieri su questo hanno potuto condividere, fare proposte,
esprimere  diversità  di  opinione e quindi in qualche modo candidarsi come
protagonisti  rispetto  anch'essi  ad  una nuova stagione istituzionale che
anche  nel  programma  di mandato è prevista. Gli obiettivi strategici, che
non  sto a richiamare, che sono da me ampiamente condivisi, il discorso dei
criteri  di  intervento nella città consolidata, i criteri e le modalità di
scelta  degli  ambiti  di  riqualificazione e vorrei ricordarlo, perché poi
questi aspetti tutto sommato non hanno ancora trovato grande eco nel nostro
dibattito,  forse  perché  vengono giudicati aspetti troppo particolari, ma
sono  gli  aspetti  sui  quali  siamo poi chiamati a misurarci nei prossimi
mesi,  perché sono quelli che modificheranno la nostra città. Quindi vorrei
ricordare   che   il   Documento   preliminare   prevede   tre   ambiti  di
riqualificazione  di  carattere  strategico,  alla  Bolognina,  ai Prati di
Caprara,  a  Battindarno,  e ne prevede cinque di dimensioni di Quartiere a
San Donato, a Pontevecchio, a Pontelungo, alla Sabiem e nell'ex area Seabo,
oggi  area  Hera;  e  poi  ci  sono i quattro areali previsti per una nuova
edificazione  nella  zona  nord  a  Corticella, nella zona est al Quartiere
Savena  e nel quadrante nord est Caab e via Mattei. Queste sono le zone che
il  Documento  preliminare ci indica a tutt'oggi come zone di sviluppo, sia
pure  equilibrato, della nostra città per il futuro, con un dimensionamento
che  il  Piano  propone  e  io  credo  che  il dimensionamento che il piano
contiene,  che  è più ridotto rispetto al piano precedente, è evidentemente
un compromesso, (ma la politica è fatta di compromessi, si tratta di capire
se sono compromessi positivi o sbagliati) tra un'esigenza di riabitare e di
ripopolare  la  città  rispetto  al trend demografico che è previsto - come
diceva  il  consigliere Monaco - e che va assecondato in qualche modo, e la
sostenibilità,  perché  io  credo  che  non  sia  indifferente il numero di
abitazioni  che  si prevede di costruire, perché bisogna anche dire dove le
si  costruisce  e  bisogna anche dire se la cementificazione di tante parti
della  città  non  entra  in  conflitto  con  esigenze  di riequilibrio, di
sostenibilità  ambientale,  di  impermeabilizzazione  delle falde con tutto
quello  che ci sta dietro. Quindi io credo che gli 8 mila nuovi alloggi che
si  aggiungono  ai  4  mila alloggi che si prevede risulteranno dai diritti
acquisiti rispetto al vigente PRG, rappresentino a tutt'oggi a mio giudizio
un  dimensionamento  valido  rispetto  al  quale  c'è  anche una previsione
dell'edilizia  sociale  che  è  prevista  in  3 mila alloggi per quello che
riguarda  la  città, con una previsione, che evidentemente è più aleatoria,
di  altri 2 mila alloggi, da collocare nei Comuni limitrofi ed è chiaro che
questo   ci   sta   nella  misura  in  cui  c'è  un  accordo  di  carattere
metropolitano.  Quindi l'edilizia sociale è prevista nel piano, mi pare che
si  indichino  anche gli strumenti per realizzarla, ma tornerò su questo. È
poco,  è  tanto?  È  un'edilizia  che  non  si rivolge soltanto ai ceti più
bisognosi, a quelli cioè che hanno sempre utilizzato la cosiddetta edilizia
sovvenzionata,  ma che riguarda appunto anche ceti cosiddetti intermedi che
non  hanno  il reddito sufficienti per comprare una nuova casa, soprattutto
ai  prezzi  attuali,  ma  che possono permettersi affitti convenzionati. Il
penultimo  aspetto  qualificante del piano attuale è certamente, lo abbiamo
detto  in  molti, la perequazione urbanistica a cui, è chiaro, non dobbiamo
assegnare  un  carattere  taumaturgico,  ma  che rappresenta un elemento di
novità  rispetto agli obiettivi di equità, (mettendo potenzialmente tutti i
proprietari  e  le  diverse  rendite  sullo  stesso  piano)  rispetto  alla
trasparenza  (Io attribusco un grande significato a questo aspetto, cioè mi
spaventa,  mi  ha sempre spaventato il fatto che l'attuazione del piano sia
affidata  a  trattative individuali tra amministrazione di qualunque colore
sia  e  singoli proprietari) e infine rispetto soprattutto alla possibilità
di  realizzare la città pubblica, che vuol poi dire - ma tornerò su questo,
fascia  boscata,  vuol  dire  edilizia sociale, vuol dire servizi pubblici,
perché  come  sappiamo tutti non possiamo più permetterci l'esproprio delle
aree   a   prezzi   accessibili   e  quindi  questo  rappresenta  un  forte
condizionamento.  L'ultimo  aspetto  positivo,  ma  ce ne potrebbero essere
altri,  la  Valsat,  a  mio  giudizio  (un  po'  ingiustamente,  devo dire)
classificata  dal collega Monaco (mi sembra che Salizzoni desse un giudizio
che io mi sento di condividere maggiormente) come un bel libro dove si dice
"viva l'ambiente" e poco più; la Valsat rappresenta invece uno strumento di
verifica preliminare rispetto alla coerenza ambientale di sostenibilità del
documento  preliminare,  ma  soprattutto,  è  una  verifica, è una lista di
controllo che comunque mette in evidenza alcuni punti che meritano maggiore
attenzione di quella che fin qui è stata dedicata. Quindi non è soltanto un
libro che dice "siamo a posto, siamo i migliori." Soprattutto la fase della
Valsat definitiva, che è quella che ci dovrà accompagnare nei prossimi mesi
per verificare proprio quelle previsioni che il Documento preliminare fa di
areali  e di ambiti di riqualificazione che non è detto che debbano nascere
in  maniera  indifferenziata, che hanno tutti requisiti positivi o negativi
di sostenibilità, e la Valsat in questo dovrà aiutarci. Detto questo, ma ci
sono  già entrato un po', il secondo punto, Monaco faceva riferimenti a mio
giudizio  assolutamente  non  banali,  ma  devo  dire (stimando Monaco) che
forse,  a  mio giudizio, non ha avuto il tempo di leggere con attenzione il
Piano,  perché io credo che diversi dei punti che lui poneva come assenti o
problematici,  in  realtà  nel  Piano sono presenti. Monaco diceva: "questi
aspetti  sono  importanti  ma poi cosa ci troviamo nel piano"? Ma, insomma,
dire  ad  esempio  che  il  discorso  della  sostenibilità della mobilità è
affidata ai giovedì di blocco è un po' poco. Poi si può essere o non essere
d'accordo  sul  quadro infrastrutturale, sappiamo che su questo si misurano
dei  dissensi  che  guarda  caso  sono proprio elementi di differenziazione
rispetto  allo strumento del passato, ma dire che la mobilità sostenibile è
affidata ai giovedì senz'auto è forse un torto all'intelligenza. L'edilizia
sociale,  ripeto,  mi  pare  che  nel  documento  sia  trattata  a  livello
evidentemente  di  approfondimento  e di dettaglio che è quello di un Piano
strutturale  e  non  è quello di un POC. La fascia boscata è affidata nelle
sue  realizzazioni  future  alla  perequazione  urbanistica;  indubbiamente
questo  non  significa che avremo la fascia boscata completa secondo quello
che  certamente  era  un po' un libro dei sogni, ma il Piano strutturale ha
l'ambizione  di  dare  a  questo  obiettivo una concretezza e un'attuazione
reale, oltre a quegli aspetti di attuazione parziale che già ci sono stati,
ad  esempio  a San Donato di recente. Il dimensionamento: io adesso ne cito
il  numero  perché  farei  torto  all'intelligenza di Monaco, ma ci sono le
pagine nelle quali si danno giustificazioni del dimensionamento e così via.
Quindi,  ecco, con tutto questo ripeto ci sono delle differenze sostanziali
rispetto  al piano che era stato elaborato dalla precedente amministrazione
e  quindi  è  del tutto legittimo un dissenso e una divergenza, ma io credo
misurandosi  con  i  contenuti effettivi. Il piano strategico. Ecco, io qui
credo  che  sia un riferimento che vorrei sottolineare perché è importante.
Da  questo  punto  di  vista  vorrei  mettere  in  evidenza  anche l'umiltà
dell'assessore  Merola,  il  quale  dice (io credo molto giustamente) " non
possiamo fare carico ai piani urbanistici di un carattere strategico" e qui
però  bisogna  che  ci  intendiamo  su  che  cosa  intendiamo  appunto  per
strategico,  perché  è vero quello che diceva Salizzoni, ma bisogna appunto
che  ci  mettiamo  d'accordo. Io credo che il termine strategico può essere
riferito  o  al carattere intersettoriale di un piano e cioè al fatto che è
un piano che affronta non soltanto tematiche urbanistiche pure importanti e
non soltanto tematiche di mobilità e di ambiente, pure importanti, ma cerca
di  affrontare  anche  le  altre  tematiche, le altre politiche che sono di
competenza   di  un'Amministrazione  comunale,  le  politiche  sociali,  le
politiche  culturali,  direi  a  360 gradi tutte le politiche, perché tutte
queste  in  qualche  modo  hanno  poi  a  che fare con il territorio, ma il
territorio  a  sua  volta ha a che fare con tutte queste politiche, come la
sicurezza  e  così  via. E questa è una dimensione della strategicità di un
piano. C'è anche però la dimensione territoriale; quindi ci si può chiedere
"un   piano   strategico  alla  dimensione  comunale  può  essere  definito
strategico"?   Allora  che  quello  che  è  scritto  nel  documento  e  che
l'assessore  Merola  richiamava, io lo interpreterei così: credo importante
che  il  Comune  di  Bologna  in quanto tale fin da subito metta mano ad un
piano  strategico  inteso  nella sua dimensione di intersettorialità, credo
che questo non sia difficile, non sia complicato, vuol dire che deve essere
la  Giunta  nel  suo  insieme,  il  Sindaco innanzitutto, a darsi carico di
questo  piano,  perché se si tratta di un piano che affronta e che verifica
la  congruenza  e  l'attuabilità,  sottolineo  i due aspetti, congruenza ed
attuabilità,   di   tutte  le  politiche,  allora  questo  non  può  essere
evidentemente  di  competenza  né  solo  dell'assessore Merola, né soltanto
degli  assessori  Merola,  Patullo  e  Zamboni, pur nell'importanza che già
questa  triade ha e che già questa triade di componenti importanti marci in
sintonia e con congruenza. Io su questo non mi dilungo, ci sono anche delle
possibilità  di sviluppo metodologico di questo piano strategico, credo che
ci  si  possa  lavorare  se  si  crede  a  questo,  credo che ci sia questa
esigenza. Sulla dimensione strategica territoriale io credo che le premesse
sono  date  proprio  dall'accordo  con la Provincia e con gli altri Comuni,
quindi  su  questo  credo che si possa lavorare, ma vedrei i due aspetti da
non  disgiungere  ma  intanto  da  lavorare  come  Comune su questo aspetto
strategico.  Sulla partecipazione, ed è il penultimo punto, vorrei dire che
anche  qua io faccio solo alcuni riferimenti, ma sono riferimenti positivi.
Monaco  nel suo intervento ha offerto molti stimoli critici. Ma dire che si
crede alla partecipazione non vuol dire che si lascia decidere ai portatori
di  interessi  della  città,  mi  sembra.  Qui  non  stiamo parlando di una
partecipazione   di   tipo   assembleare,   qui   stiamo  parlando  di  una
partecipazione  che è capace di ascoltare tutte le voci, ma poi di assumere
le responsabilità che sono proprie dell'amministrazione e che sono proprie,
mi piace sottolinearlo su questa materia, del Consiglio comunale. Allora su
questo  io  credo che è stato fatto molto da questa Amministrazione, vorrei
però   qui  introdurre  una  nota  critica,  critico-  propositiva:  quando
l'assessore  Merola  dice  nel  documento  e  ha  ripetuto qui che il Forum
continuerà a lavorare, questo Forum, e che lo stesso Forum dovrà valere per
altri  strumenti di piano, come il Piano generale del traffico urbano, come
il  Piano  energetico  comunale  e  altri  piani, io su questo non mi trovo
d'accordo,  perché  trovo  che questo sia anche in contraddizione con altre
parti dello stesso Documento preliminare e con il programma di mandato, che
parla più volte dell'Agenda 21. Allora dato che lo stesso assessore Merola,
diciamo   in   maniera  molto  autentica  e  sincera,  ha  riconosciuto  in
Commissione anche i limiti che il Forum ha avuto, i meriti e i limiti, e li
ha  individuati  credo  correttamente  nel  fatto  che il Forum è stata una
grossa occasione di ascolto per l'Amministrazione, ma di scarso dialogo tra
i  partecipanti,  ha  dimostrato  cioè  una scarsa interattività ed è stato
povero  di  proposte  partecipative  di partnership tra questi soggetti, io
credo  che  il Forum è stato una buona esperienza, potrà ancora rimanere in
vita,  ma  credo  che quanto prima debba sfociare nel progetto di Agenda 21
che  ha per quello che io lo conosco, ma per quello che lo conosce anche il
Comune  di Bologna, perché qui ricordo che il Comune di Bologna aveva a suo
tempo  attivato  Agenda  21,  poi  l'amministrazione  Guazzaloca  se  ne  è
dimenticata,  io  credo  che questa amministrazione debba rilanciare questo
processo  partecipativo  che  ci mette in rete con le altre città d'Italia,
esiste  un  coordinamento  delle  Agende  21, ma ci mette in rete anche con
altre  realtà europee, quindi credo che fare questa scelta significa uscire
anche da una dimensione locale pure importante e quindi credo che Agenda 21
non soltanto ci metta in rete con queste altre esperienze, ma innesca anche
processi  di  maggiore  attitudine propositiva e non soltanto di dire delle
cose  e  di fare delle proposte, ma anche farsi carico da parte degli steck
holders  che  partecipano  all'Agenda  21  di  queste proposte insieme e in
stretto  raccordo  con l'Amministrazione. Quindi mi permetto di fare questa
proposta  in  qualche  misura  correttiva,  pur,  devo  dire,  riconoscendo
l'importanza  che il Forum ha avuto, ma prendendo anche atto del limite che
il  Forum  stesso  ha  avuto  nelle  parole dell'assessore Merola. L'ultimo
accenno  breve  lo vorrei dedicare al nostro futuro come Consiglio comunale
rispetto al PSC. Qui oggi non si sono ascoltate critiche, le aveva fatte in
Commissione  il  consigliere  Bianchi,  ma io credo che noi abbiamo offerto
molte  occasioni di partecipazione attorno al PSC come Consiglio comunale e
come  Commissione  e  abbiamo  fatto  bene,  perché  questo è un atto molto
importante  per  la  nostra città. In undici mesi, dal febbraio del 2005 al
gennaio  di quest'anno, abbiamo svolto quattro sedute di commissione, oltre
a  questa  seduta di Consiglio, (non voglio sapere quante occasioni ci sono
state  nel  precedente mandato nel quale non ero presente). Devo anche dire
al  consigliere Zechini che criticava il fatto che soltanto prima di Natale
si  è  conosciuto  il Documento preliminare; non è vero, nel senso che è da
luglio  che  conosciamo  il  Documento preliminare, prima di Natale è stata
consegnata solo l'ultima edizione che conteneva gli aggiornamenti a seguito
del  processo  partecipativo.  Detto  tutto  questo,  proprio  perché non è
interesse  di  nessuno  chiudere la discussione attorno a questo documento,
anche  perché  una  serie  di  ulteriori  approfondimenti e precisazioni ci
attendono,  la  proposta  che il consigliere Monaco faceva in Commissione e
che  già  l'assessore Merola ha dichiarato di condividere è condivisa anche
da  me  nella  mia  veste di Presidente di Commissione; quindi nei prossimi
giorni  cercherò di concordare con gli uffici e con l'Assessore un percorso
che  poi  presenterò  in  Commissione,  che  dia  la  possibilità  in  modo
realistico,  sottolineo  realistico,  (nel  senso  che  poi  non  credo che
possiamo  permetterci  tante  sedute  dedicate  a  questo, ma quelle che ci
vogliono  le faremo) di approfondire i capitoli più importanti del capitolo
tre,  i  paragrafi più importanti del capitolo tre del documento che io qui
non  sto  a  richiamare, cercando anche di prendere conoscenza migliore dei
documenti   conclusivi  di  questa  fase  del  Forum,  dei  contributi  dei
Quartieri,  dei contributi della Conferenza di pianificazione e delle parti
sociali e cercando anche di capire in parallelo come il piano strutturale è
destinato  a  cambiare nei prossimi mesi, prima della sua presentazione per
l'adozione  da parte del Consiglio. Concludo col dire che ho predisposto un
ordine del giorno di cui non do lettura perché non viene messo in votazione
questa sera e sarà largamente emendabile all'interno del processo ulteriore
di  approfondimento  che  dovremo  fare in Commissione, ma lo consegno agli
atti del Consiglio. Grazie.


inviato il 26/01/2006 23:21:47

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